domenica 14 aprile 2013

ESTRATTO DI INULINA FATTO IN CASA

Un'altra materia prima che spesso utilizziamo per creare i nostri prodotti cosmetici è certamente l'inulina, uno zucchero caratterizzato dalla presenza di fruttosiliche legate al fruttosio.
Questa fibra viene estratta da molte piante, in particolar modo da quelle appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, come la Cicoria, il Tarassaco, il Topinambur, la Bardana, la Cipolla, la Dalia, l'Agave ecc. ecc., utilizzata sia in alimentazione che in prodotti cosmetici.
Nei cosmetici, l'inulina ha la proprietà di essere idratante ed ammorbidente naturale, particolarmente apprezzata nei prodotti per la cura dei capelli come shampoo, balsamo, maschere poichè conferisce un tocco setoso dovuto alla presenza di acqua che tale fibra è in grado di trattenere.
In commercio la si trova sotto forma di polvere bianca che può essere diluita in acqua calda ed aggiunta quindi nelle nostre preparazioni, ma non è detto che non possiamo ricavarla anche in casa, data la mole di piante che crescono allo stato selvatico e che la contengono in altissime percentuali. Le parti vegetali da sfruttare per tale operazione sono certamente le radici ed i tuberi o bulbi i quali vanno raccolti in autunno-inverno oppure in primavera prima della fioritura, successivamente vanno ben lavati, pelati ed essiccati.
Personalmente ho sfruttato le radici di Tarassaco ed i tuberi di Topinambur per estrarre l'inulina.
Fiori di Tarassaco

Tuberi di Topinambur
I tuberi di Topinambur sono molto simili alle patate anche se si presentano con molti più "nodi". Ricchissimi di inulina, ma carenti di amido sono comunque tra i vegetali più sfruttati per ricavare questa preziosa sostanza. Basta interrarne uno che immediatamente spunta la piantina che cresce a vista d'occhio donando dei fiorellini gialli, ma è una pianta "invadente" in quanto sviluppa immediatamente le radici formando così altri tuberi dai quali nascono nuove piante, quindi bisogna stare attenti ai luoghi dove si coltivano.
Le radici di Tarassaco, invece, si presentano sotto forma di lunghi fittoni e, come ho detto prima, vanno raccolte o durante l'autunno-inverno, oppure in primavera prima della fioritura. Vanno lavate sotto acqua fredda per togliere qualsiasi traccia di terra e poi tamponate leggermente con uno strofinaccio di cotone. A questo punto si pelano e si tagliuzzano finemente per poter essere essiccate.
Radici di Tarassaco
Certo rispetto al Topinambur, il Tarassaco dà meno soddisfazioni in quanto a peso, ma non per questo mi sono arresa! Dopo aver essiccato le radici le ho ridotte in polvere col macinino da caffè ricavandone solo 20 g!
Radici di Tarassaco polverizzate
A questo punto è iniziato il vero esperimento! In un barattolo ho posto la polvere e l'ho umettata con 10 g di alcool a 60°
Polvere di radici umettata con alcool
Ho chiuso il barattolo e l'ho posto al buio a macerare per 12 ore. Trascorso il tempo ho iniziato a preparare la strumentazione, molto rudimentale per ricavare un percolatore adoperando una bottiglietta di plastica di quelle fornite di beccuccio antigoccia. Ho tagliato il fondo della bottiglietta e l'ho capovolta,
Strumentazione "casalinga"
 ho inserito al suo interno un tampone di cotone idrofilo alto circa 3/4 cm poi sul tampone ci ho versato un sottile strato di sabbia lavata dopo di che ho iniziato ad aggiungere la polvere di radici umettata pian piano, pressandola leggermente.
Polvere umettata
Sopra la "droga" ho posto un dischetto di carta filtro (ritagliata dai filtri di caffè)
Dischetto di carta filtro
sul quale ci ho messo uno di quei dischetti forati che servono per tenere le erbe sul fondo dei contenitori quando si pongono a macerare con dei liquidi.

Dischetto di carta tenuto pigiato dal dischetto forato
Percolatore pronto
Ora che tutto è pronto si passa alla fase della macerazione preventiva che consiste nell'aggiungere circa 2-3 centimetri di soluzione alcolica a 60° sulla "droga". Si apre il beccuccio della bottiglietta e si attende che il liquido inizi a scolare.
Prime gocce di liquido
Dopo che le prime gocce di liquido iniziano a scolare, si richiude il tappino e si lascia riposare il tutto per 24 ore. Nel frattempo la prima soluzione si mette in un barattolo chiuso ermeticamente.
Percolatore a riposo per 24 ore
Trascorse le 24 ore al buio si passa alla fase della percolazione vera e propria. Si riapre il tappino della bottiglietta e si aggiunge il solvente sulla droga per tenerla continuamente coperta e 
Inizio della percolazione
si attende l'esaurimento della droga che avviene quando il liquido percolato è chiaramente una soluzione incolore ed inodore.
Estratto fluido
Man mano che il liquido scendeva travasavo in un altro barattolo altrimenti il beccuccio della bottiglietta andava ad immergersi nella soluzione.
Percolato finale
Finito l'intero procedimento di percolazione ho posto il mio barattolino aperto nella yogurtiera per ben 5 giorni al buio totale
Yogurtiera con estratto fluido
e cioè sino a che il solvente è quasi evaporato del tutto. Infatti inizialmente il percolato misurava circa 200 ml, ma al termine dei 5 giorni si era concentrato a soli 20 ml, lasciandomi un liquido inodore con qualche sedimento sul fondo che per eliminarlo ho filtrato normalmente con filtro di carta per caffè.
Estratto fluido di inulina

Nonostante la resa sia stata minima sono completamente soddisfatta del risultato perchè partendo da questo piccolo esperimento so che posso procedere con tanti altri dove adopererò certamente più droga per ottenere maggiori quantitativi, infatti ho già essiccato e polverizzato i tuberi di tominambur dai quali conto di ricavare almeno 100 ml di estratto fluido di inulina.

11 commenti:

  1. Che dire? Grazie per la tua disponibilità nel condividere ed insegnarci. La pazienza è la madre della scienza!

    RispondiElimina
  2. Grazie a te Moni che sei continua fonte di ispirazione <3
    Un abbraccio
    Lalla

    RispondiElimina
  3. Ingegno, creatività e fantasia sono uguali a TALENTO! Bravissima e complimenti. Sei una donna fuori dalle righe.
    Buona domenica
    Francesco

    RispondiElimina
  4. Ma tu sei un chimico con la C maiuscola!!!
    Grande!!
    Se visiti il mio blog troverai una bella sorpresa per te!
    Ciao By Anto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari lo fossi !!!!! Però mi piace aggeggiarmi ahahahahahah
      Comunque faccio un salto nel tuo blog :-)

      Elimina
  5. Grandioso! Grandioso! Grandioso!
    ...
    E ancora ... grandioso!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Khadi in questo caso puoi utilizzare solo acqua depurata come unico solvente e per affrettare l'evaporazione puoi mettere a bagnomaria. Quando avrai ridotto notevolmente il liquido (il rapporto deve essere più o meno 1:1....cioè per 10 g di droga, devi ottenere 10 g di estratto) ci puoi aggiungere un 5% di glicerina :-)
      Un bacio
      Lalla

      Elimina
    2. Vedo solo adesso la tua bellissima versione "halal" che mi hai lasciato qui!!! Grazie mille!!! Ottimo!!!!

      Elimina
  6. Cara Khadi lo sai che cerco sempre di trovare le alternative all'alcool perchè sp che non tutti possono maneggiarlo :-)
    Un bacio
    Lalla

    RispondiElimina
  7. grande lalla ti ammiro per tutto ,come condividi i tuoi lavori..... dove ci vuole passione sapienza creatività e talento e tanto altro ancora .....bacio selly

    RispondiElimina
  8. Grazie Selly <3
    Un bacio
    Lalla

    RispondiElimina

Lasciate un commento

Licenza CreativeCommons

Licenza Creative Commons
Questa opera di Lalla è concessa in licenza sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.
Basata su un lavoro di impatiens-magicanatura.blogspot.com.
Permessi oltre lo scopo di questa licenza possono essere disponibili presso http://creativecommons.org/.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...