giovedì 5 dicembre 2019

SAPONE TIPO "DOVE"

Sapone tipo "Dove"
Indubbiamente le giornate uggiose sono sempre di grande ispirazione per un saponaio e, mentre rifai un po' d'ordine in casa, ritrovi un piccolo timbro col simbolo della colomba. Cosa ti viene in mente d'istinto? Ovviamente un sapone che abbia le caratteristiche del famoso Dove.

SAPONE TIPO "DOVE"
sconto 6%
  • 550 g olio d'Oliva non EVO
  • 200 g olio di Cocco
  •   50 g olio di Ricino
  •   50 g burro di Karité
  • 100 g Acido stearico puro al 98%
  •   50 g Glyceryl stearate SE
  •   25 g Sodio lattato
  • 455 g Acqua demineralizzata
  •   30 g Sodio citrato
  •     4 g Sodio gluconato
  •   95 g NaOH (70%)
  •   63 g KOH tit. 90% (30%)
  •   20 g Fragranza Davinia GM
Procedimento: Sciogliere tutti i grassi saturi e unirli successivamente agli oli insaturi frullando con minipimer. Unire anche il sodio lattato e mescolare nuovamente.
Munirsi di tutti i DPI e preparare la soluzione caustica facendo sciogliere prima i sequestranti e poi gli alcali. Far raffreddare a temperatura ambiente la soluzione caustica che non dovrà superare i 37°C prima di versarla nei grassi.
Mentre la soluzione caustica si raffredda, aggiungere la fragranza negli oli e frullare con minipimer per amalgamare il tutto.
Unire a questo punto la soluzione caustica fredda nei grassi e cominciare a mescolare energicamente con un mestolo. Man mano che si lavora, il composto si ammorbidisce, tanto da permettervi di omogeneizzare perfettamente l'impasto che risulterà cremoso, consistente, ma non ammassato. Ora  potete colare il vostro sapone in uno stampo e lasciarlo ben coperto da un plaid per 48 ore, magari accanto ad una debole fonte di calore per agevolare il gel.
Trascorsi due giorni, potete sformare il sapone e tagliarlo e timbrarlo secondo la vostra fantasia.

Sapone tipo "Dove"
Il sapone risulta bello bianco oltre che profumatissimo e produce un'abbondante schiuma soffice.

Schiuma prodotta dal sapone tipo "Dove"
Ovviamente la foto lascia un po' a desiderare considerando che è difficile utilizzare una sola mano per lo scatto, ma credo che renda abbastanza l'idea.
Nonostante io abbia utilizzato qualche ritaglio solo dopo 48 ore, le mie mani sono rimaste morbide e setose e non ho quel fastidioso senso di pelle che tira.

Sapone tipo "Dove"
Buon sapone a tutti.

Lalla


lunedì 7 ottobre 2019

IL FICO D'INDIA COME ALLEATO DI BELLEZZA

Pianta di Fico d'India

L'Opuntia ficus indica, ovvero il fico d'India, è un cactus  che cresce spontaneamente in tutta la macchia mediterranea, soprattutto nelle regioni più calde. Fiori,  frutti e cladodi , ossia le pale, sono preziosi alleati della pelle e dei capelli in quanto ricchi di fibre, sali minerali, pectine, vitamine, mucillagini ecc.

Fiori e frutti di fico d?india

Fiori di fico d'India

Frutto di fico d'India
Non tutti sanno che il fico d'India ha notevoli proprietà cosmetiche. Dai semi contenuti nei frutti si ricava un olio pregiatissimo spremuto a freddo con funzioni anti age, lenitive, fotoprotettive, idratanti ecc, addirittura più efficace dell'olio di Argan. Adatto per tutto il corpo, compresi i capelli, è un olio molto asciutto che non unge ed è in grado di essere adsorbito facilmente dalla pelle. Può essere utilizzato puro o in combinazione con altri ingredienti per la produzione di creme, lozioni, shampoo ecc.
I frutti si raccolgono tra agosto e settembre/ottobre. La loro polpa contiene due importantissimi antiossidanti come la betaina e la indicaxantina che contrastano la formazione di radicali liberi con effetti anti aging; inoltre l'azione vasocostrittrice del succo ha un effetto rassodante e tonificante.
Gli estratti dei fiori di fico d'india hanno proprietà anti acne e antiandrogeniche, ovvero si dimostrano particolarmente attivi per contrastare la caduta dei capelli dovuta principalmente alla produzione di sebo. I fiori che si raccolgono nel periodo primaverile, sono ricchi di isoramnetina, un flavonoide (polifenolo) che è in grado di convertire il testosterone in diidrotestorone che è la molecola che causa acne, calvizie ed irsutismo. I loro estratti sono indicati per tutti i tipi di pelle, soprattutto quelle mature, sensibili, stanche, asfittiche, acneiche con couperose ed occhiaie nonché per ridare tono ai tessuti del seno e décolleté e per attenuare le cicatrici. Gli estratti possono essere acquosi, sotto forma di idrolati, decotti e infusi ed utilizzati tali e quali come lozioni di bellezza, oppure sotto forma oleosa o anche essiccati e polverizzati per creare maschere di bellezza sia per la pelle che per i capelli. In questo caso hanno anche una delicata funzione esfoliante lasciando la pelle liscia e luminosa, prevenendo rossori ed occhiaie.

OLEOLITO DI FIORI DI FICO D'INDIA
  • una bella manciata di fiori freschi
  • olio di Mandorle dolci spremuto a freddo
Raccogliamo i fiori la mattina presto e poniamoli immediatamente in un barattolo di vetro dalla chiusura ermetica. Ricopriamoli con abbondante olio di Mandorle, chiudiamo il vasetto e conserviamo al buio per almeno 40 giorni ricordandoci di scuotere il contenitore di tanto in tanto.
Per chi avesse il Bimby si può procedere frullando i fiori a velocità 3/4; si aggiunge l'olio e si imposta l'elettrodomestico per 60 minuti, 37°C, velocità 2. Terminato il tempo, si versa il contenuto in un vaso di vetro, si chiude e si lascia macerare per altri 7 giorni prima di filtrare e conservare.

MASCHERA VISO AI FIORI DI FICO D'INDIA
  • una bella manciata di fiori di fico d'India essiccati e polverizzati
  • un cucchiaio colmo di farina di Tapioca o farina di Avena
  • idrolato di fiori di Fico d'india q.b. per creare una pappetta
Mescolate tutti gli ingredienti cercando di ottenere una pastella che andrete ad applicare sul viso. Lasciate agire per circa 15 minuti prima di asportarla con acqua leggermente tiepida.

MASCHERA PER CAPELLI AL FICO D'INDIA
  • Una bella manciata di fiori di fico d'India essiccati e polverizzati
  • 1/2 cucchiaio di oleolito di fiori di fico d'India oppure un cucchiaio di olio di fico d'India
  • gel di pala di fico d'India q.b. per ottenere una pappetta
  • polvere di Henné (facoltativa)
Mescolate tutti gli ingredienti sino ad ottenere una pastella che andrete a spalmare sui capelli dopo lo shampoo. Lasciate agire almeno per 40 minuti prima di passare al risciacquo.


Dai cladodi si estrae un gel mucillaginoso dalle notevoli proprietà cosmetiche in grado di catturare e trattenere l'acqua. Questi vanno raccolti categoricamente in primavera quando sono belli succulenti poiché dopo l'estate risultano molto fibrosi e asciutti in quanto hanno donato il loro prezioso fluido ai frutti. Le mucillagini contenute nelle pale di fico d'India, ricche di acido piscidico hanno spiccate funzioni cicatrizzanti e, infatti, venivano utilizzate ampiamente sin dai tempi antichi dalle donne che lavoravano in campagna, le quali spalmavano il gel puro sulla pelle per proteggerla dai raggi solari, per nutrirla, per idratarla, per trattare le ferite, le ustioni e le punture di insetto. Studi recenti hanno dimostrato le funzioni terapeutiche di tale gel, tanto è vero che oggigiorno è usato come sostanza funzionale in moltissimi cosmetici, tra cui shampoo, balsamo, gel per capelli, saponi e creme con attività fotoprotettiva, idratante antiossidante e riepitelizzante
L'estrazione del gel dalla pala di fico d'India non è difficile perché, a differenza dell'Aloe, non bisogna lavorare al buio per paura di una ossidazione repentina. Oltretutto dal gel di cladodi non si elimina alcun principio attivo come invece accade per l'Aloe che per essere commercializzata deve essere privata dell'aloina.

GEL DI PALA DI FICO D'INDIA

Innanzitutto con guanti appositi raccogliamo le pale che metteremo a bagno in acqua tiepida per ammorbidire eventuali spine. Poi con una piccola retina,  spazzolina o batuffolo di lana vergine, strofiniamo per eliminare le spine.

Pala di fico d'India

Ora non ci rimane che sbucciare la pala e ricavare la succulenta polpa.

Pala tagliata a pezzi

Tagliamo la pala per facilitare l'eliminazione della buccia.

Pala da sbucciare

Con un coltello affilato dalla lama liscia cerchiamo di eliminare la buccia lasciando intatta la polpa.

Polpa di pala di fico d'India

tagliamo a cubetti la polpa e introduciamola in un frullatore (in questo caso io ho usato il Bimby, ma va bene anche una centrifuga o estrattore).

Polpa da frullare

Frulliamo la polpa sino ad ottenere un omogeneizzato.

Polpa frullata
Dopo di che passiamo a filtrare in più mandate perché la polpa così ottenuta è ricca di fibre.

Polpa da filtrare
Quando otterrete un liquido privo di impurità e cristallino potete conservarlo in vaschette di ghiaccio da congelare ed usare al momento opportuno, oppure addizionarlo con un pizzico di gelificante (come xantana, sodio alginato, carragenine ecc.) e opportuno preservante per poterlo conservare in bottiglie scure con chiusura ermetica.

Gel di pala di fico d'India
Il gel così ottenuto può essere utilizzato tale e quale, ovvero puro sulla pelle, oppure come sostanza funzionale inserita nei vostri cosmetici home made.
Abbiamo davvero un elisir di bellezza fra le mani quindi perché non sfruttare questo preziosissimo dono della Natura? Come avrete capito del fico d'India non si butta proprio nulla e...tutta la pianta è commestibile: cladodi, fiori e frutti.
Personalmente sono intollerante all'Aloe che purtroppo mi ha sempre scatenato forme di dermatite da contatto, ma da quando anni fa ho scoperto le proprietà del gel di pala di fico d'India non mi son più creata problemi...mi dispiace solo non avere a disposizione, qui in Toscana, quelle bellissime piante che caratterizzano il paesaggio Salentino.
Ringrazio di cuore  mia cugina Lucia e Giorgia che mi hanno fornito le foto della pianta scattate nel Salento  e poi ringrazio Ioni Ranno che mi ha fornito le pale di fico d'India siciliane.
Le bucce le ho sfruttate per produrre un sapone strepitoso!
Vi auguro una buona lettura

Lalla

mercoledì 2 ottobre 2019

TIMO FENÊTRE SEDATIVO DELLA TOSSE


TIMO FENÊTRE Sedativo della tosse
Lo scorso Giugno ho avuto nuovamente il piacere di trascorrere un bel mesetto in Val d'Aosta, ospite di Eleonora. Tra le tantissime cose che abbiamo realizzato insieme, non è mancato il tempo per le nostre escursioni montane. Un giorno, insieme a Lara e i suoi due meravigliosi bambini,  siamo partite da Estoul per raggiungere una "baita" (che in realtà è un rifugio, ma che io mi ostino a definirla baita) in cima all' Alpe Fenêtre, posto magnifico ai 2083 metri, che lascia senza fiato nel vero senso del termine.

Alpe Fenêtre

Eleonora e Lara sembravano due gazzelle e continuavano a chiacchierare senza alcuna difficoltà; i bimbi facevano la salita giocando con un pallone ed io che, invece, esalavo gli ultimi respiri 😂 e mi tenevo almeno a tre metri di distanza da loro perché non riuscivo a tenere il passo.
Ad un certo punto Lara va via ed io con Eleonora abbiamo continuato a camminare (tutto in salita!) sino a raggiungere la "baita" dove la mia carissima amica si è fermata a raccogliere le sue amate violette di montagna che, tra l'altro le sono state mangiate tutte dalla sua gattina Guinness 😂.
Io non avevo più fiato ed ero ferma in un punto ostinandomi a raccogliere solo Tarassaco, bacche di Ginepro strisciante e il Timo serpillo. Non vi dico che ridere perché Eleonora continuava a prendermi in giro perché con tutto il ben di Dio che c'era da raccogliere, io avevo riempito il mio cesto solo di Tarassaco, Ginepro e Timo. Comunque fortunatamente un gran temporale è arrivato in mio aiuto e siamo scappate via a gambe levate. Tornate a casa ci siam messe subito all'opera per trasformare il nostro prezioso bottino in estratti glicerici, oleosi ecc.
Il Timo raccolto in quell'alpeggio incontaminato mi ha subito incantata grazie al suo aroma intenso e nello stesso tempo delicato. Non che in Toscana manchi questo meraviglioso vegetale, ma quello montano è tutta un'altra cosa. In realtà esistono svariate specie e chemiotipi di Timo, ma quelli più "potenti" dal punto di vista "terapeutico" sono proprio quelli raccolti in alta montagna e, da qui nasce la mia necessità di utilizzare questa pianta officinale per produrre una pomata come sedativo della tosse.
Sin dai tempi antichi, il Timo veniva utilizzato come rimedio contro la tosse, pertosse e affanno respiratorio grazie alle sue potenti funzioni antivirali, antisettiche, antispasmodiche, balsamiche, fluidificanti, antifungine, antiparassitarie, antibatteriche ecc. 

Timo in fiore
Le sue proprietà son dovute all'alto contenuto di timolo, carvacrolo, borneolo, linalolo, pinene, terpineolo, geraniolo, tujanolo, tannini, flavonoidi, triterpeni. Sono proprio questi costituenti a identificare il chemiotipo a seconda della percentuale contenuta nella pianta.
Dopo aver elencato, nel mio piccolo, tutti i pregi di questo vegetale, passo ora a descrivervi come ho realizzato la pomata.
Ho utilizzato il Bimby, ma potete anche procedere con un semplice frullatore ad immersione.

TIMO FENÊTRE 
POMATA SEDATIVO PER LA TOSSE

FASE A  7 minuti 70°C Velocità 2
  •  1       g cera d'api
  •  8      g Olivem 1000
  •  3      g burro di Kpangnan
  • 10     g oleolito di cristalli di Timolo all'1% in olio di Jojoba
  •  3      g olio di bacche di Alloro
  •  5      g olio di Cocco vergine non deodorato
  • 10     g Tintura alcolica di resina di Pino cembro
  • 35,9 g idrolato di Timo
  •   1     g sodio alginato
FASE B 1 minuto 37°C Velocità ad aumentare sino a 10
  • 10    g oleolito di Melissa officinalis in olio di Sesamo
  •   5    g glicerina di Timo (erba fresca macerata solo in glicerina)
  •   5    g percolato di Camomilla
  •   1    g Vitamina E
FASE C completamente a freddo 30 secondi Velocità ad aumentare sino a 10
  •  o,6 g Cosgard (conservante)
  •  1     g oe Timo rosso
  •  0,5 g oe Melissa officinalis
Procedimento:
Versare nel boccale l'intera Fase A  ed impostare il Bimby a 7 minuti, 70°C, Velocità 2.
Trascorsi i 7 minuti, impostate a 6 minuti, 37°C,  Velocità 3.
Appena la temperatura sarà scesa a 37°C potete aggiungere tutta la Fase B e impostate a 1 minuto con velocità ad aumentare sino a 10.
A questo punto l'emulsione è avvenuta, per cui lasciate raffreddare, magari mettendo il boccale in frigorifero e quando sarà tutto freddo potete unire la Fase C emulsionando per 30 secondi con velocità ad aumentare sino a 10.
Ottenuta la pomata ben emulsionata potete conservarla in vasetti adeguati e sterilizzati.
Premesso che è sempre opportuno consultare un medico prima di utilizzare un prodotto home made, la pomata può essere usata sin dai primi sintomi influenzali, spalmandola sul petto prima di andare a dormire. Le funzioni antibatteriche, sedative e balsamiche del Timo, in questa pomata sono potenziate anche dalle proprietà della Melissa e del Pino cembro che hanno sia funzioni sedative che balsamiche. Indubbiamente, data la composizione del prodotto, consiglio vivamente di non utilizzarla su bambini al di sotto dei tre anni e su donne in gravidanza.

TIMO FENÊTRE Sedativo della tosse
Vi auguro una buona lettura e, per qualsiasi dubbio potete commentare  questo articolo. Appena potrò, risponderò volentieri.

Lalla





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