venerdì 31 agosto 2012

VITILIGINE E KELLINA

E' già da un anno che faccio studi approfonditi sugli effetti benefici della Kellina per combattere la vitiligine!
La Kellina è il costituente principale di una pianta la Ammi Visnaga che cresce spontaneamente su quasi tutto il territorio del bacino mediterraneo.
La Kellina " presenta un’efficacia simile agli psoraleni utilizzati nella terapia PUVA: infatti si tratta di una molecola chiamata furanocromone,con una struttura simile alle furocumarine che costituiscono gli psoraleni. E , pur avendo analoghe proprietà fotobiologiche, fotochimiche e fototerapeutiche, non ne ha gli effetti fototossici, non ha influenze fotodinamiche sul DNA e non induce mutazioni evidenziabili."(http://www.arivonlus.it/modules_cms/NewsPage.php?nid=19).
Ovviamente non potevo esimermi dal provare questo prodotto della Natura, ma anzichè rivolgermi ad un farmacista  galenico  (il quale avrebbe usato oli vettori derivati dal petrolio) ho preferito acquistare le materie prime e produrre in casa la mia super crema alla Kellina! Bene, con mia grande soddisfazione posso dire ad alta voce di aver ottenuto dei risultati sorprendenti in poco meno di 2 mesi dalle prime esposizioni solari. Come al solito, però, non ho mai mollato i miei integratori a base di vitamina A, vitamina E, vitamina C, betacarotene e lievito di birra per la vitamina H!!!! Ormai questi integratori fanno parte della mia alimentazione quotidiana e non riesco più a farne a meno!
Ritornando alla nostra Kellina, con essa ho preparato una crema molto semplice, ma a quanto pare anche efficace! Ricordate la foto della mia mano che ho postato lo scorso anno sull'articolo La Vitiligine ?
estate 2011




estate 2012
Lo scorso anno avevo già dei piccoli segni di ripigmentazione sulla mano grazie sempre a dei trattamenti naturali autoprodotti. Poi casualmente sulla spiaggia conobbi un erborista appartenente alla vecchia scuola, il quale mi mise al corrente degli studi condotti sulla Kellina e sui suoi benefici effetti sulla vitiligine. Incredula, lo guardavo come una bambina quando ascolta un bel racconto, una bella favola a lieto fine! Ho iniziato tutte le mie ricerche presso biblioteche per cercare tutte le informazioni riguardanti questa pianta: l'Ammi Visnaga. Poi ho condotto interviste sul campo ahahahahah praticamente tartassando gli zebedei a qualsiasi farmacista, dermatologo, biochimico ecc. ecc.
Nel frattempo avevo anche acquistato il famoso testo del Bettiol "Manuale delle preparazioni galeniche" dove il professore elenca un paio di preparazioni a base di kellina per combattere questo inestetismo, anche se con mio grande disappunto ho notato che tali preparazioni sono emulsionate con paraffina. Mmmmmmmmm non facevano certo per me che volevo qualcosa di molto ma molto naturale e soprattutto eco-dermo-compatibile! Allora mi son data da fare ed ho studiato tutte le proprietà degli ingredienti che poi ho usato nella mia crema.
Ho iniziato ad adoperarla all'inizio dell'estate solo sulle mani e sul viso. Come vedete anche voi sulla mano è chiarissima la differenza tra lo scorso anno e quest'anno.
Sul viso anche meglio...la fronte si è quasi del tutto ripigmentata e gli angoli della bocca anche. I tessuti molli del viso permettono un assorbimento cutaneo più veloce rispetto alle parti ossute come quelle delle mani ed ecco perchè la ripigmentazione è stata più omogenea.
particolare della fronte 2012
particolare della bocca 2012

Per quanto riguarda il viso non ho molte foto che mi ritraggono negli anni passati, perchè chiunque sia affetto da vitiligine può ben capirne i motivi!!!! Ma da ora in avanti vi terrò aggiornati con documenti fotografici poichè ho riacquistato fiducia in me stessa e non ho più il terrore di pormi di fronte alla fotocamera ahahahahah
Comunque il mio esperimento l'ho condiviso insieme ad un'altra persona che ho conosciuto tramite Facebook e che come me soffre di vitiligine ormai da anni. Il suo nome è Marilena e con lei ho  avuto vari scambi di informazioni riguardo la nostra malattia. All'inizio dell'estate le avevo confidato che stavo mettendo a punto la mia super crema e lei molto carinamente si è offerta di farmi da testimonial. Per ben due mesi consecutivi ha provato la crema spalmandola solo sugli avambracci e, con sua grande sorpresa ha ottenuto questi risultati:
I primi puntini di melanina comparsi sulla chiazza

anche qui è evidente la comparsa della prima ripigmentazione
altro particolare dei puntini 
Innanzi tutto ringrazio di cuore Marilena per avermi dato l'autorizzazione a pubblicare le sue foto! Non è facile per NOI comparire pubblicamente perchè il disagio è davvero pesante, ma Marilena è stata veramente coraggiosa e soprattutto fiduciosa (il che non guasta mai)! La sua testimonianza mi ha rincuorato in quanto credevo di essere l'unica mosca bianca ad aver avuto un dono così prezioso...invece la mia amata NATURA ha regalato il sorriso anche alla mia amica e compagna di disavventura.
Spero che questo articolo possa essere d'aiuto per tutti quei pazienti affetti da vitiligine che credono che questa malattia sia irreversibile!!!!
Non so se sia stata la Kellina, o la fiducia o addirittura l'entusiasmo di provare qualcosa di nuovo che ha aiutato me e Marilena...so soltanto che i risultati sono visibili!!!!!
Approfitto dunque di questo articolo per chiedere al mondo della scienza (dermatologi in primo luogo) il motivo per cui NOI dobbiamo rassegnarci a spendere migliaia di euro per terapie alternative quando poi Madre Natura ci offre svariate opzioni!!!!!

GRAZIE MARILENA <3
Lalla

EDIT: Per chiunque sia interessato ad avere altre informazioni al riguardo, consiglio vivamente di iscriversi a questo forum: http://www.tempista.it/forum/index.asp

domenica 15 luglio 2012

LALLAVANDA CREAM




Innanzi tutto mi scuso con tutti i miei lettori per la mia assenza prolungata di questo periodo, ma impegni improrogabili mi hanno trattenuta!
Oggi ritorno finalmente con un'altra delle mie stravaganti sperimentazioni. Come tutti già sapete, non amo fare uso di materie prime complicate per creare creme, lozioni, fluidi ed unguenti, ma era da tempo che desideravo sperimentare una nuova formulazione per le mie semplicissime creme.

Mi ritrovavo in casa dell'alcool cetilico che non sapevo come sfruttare...allora mi è venuta in mente un'idea "malsana" ahahahah ed ho voluto provare una nuova ricetta.
La mia intenzione era quella di creare un fluido dopo sole, ma nonostante i miei sforzi ne è venuta fuori una crema non densissima, ma neanche fluida....diciamo piuttosto "scorrevole".
Nel nome che ho dato alla crema è racchiuso tutto il suo segreto:

LALLAVANDA CREAM
3 g di cera d'api vergine alla lavanda
2 g di alcool cetilico
5 g di olio di cocco
20 g di oleolito di lavanda in girasole
10 g di Macerato glicerico di lavanda
60 g di Idrolato di lavanda
16 gtt di Cosgard

Come al solito ho messo a sciogliere a bagnomaria la cera insieme all'alcool cetilico e all'olio di cocco.
In un altro contenitore ho versato l'oleolito, in un altro ancora l'idrolato. Ho aspettato che la cera fosse ben sciolta ed ho spento il fornello. Nel bagno caldo però a questo punto ho messo gli altri due contenitori...quello dell'olio e quello dell'acqua. Ho atteso che si scaldassero leggermente dopo di che son passata a versare l'oleolito tiepido nella cera ed ho iniziato ad emulsionare. Poi, goccia a goccia ho versato l'idrolato...ad ogni aggiunta facevo in modo di emulsionare ed amalgamare l'acqua nel composto sino a terminarla.
Non vi dico che faticaccia!!!
Se avete notato ho aumentato del 20% la dose di acqua nella mia formulazione ed è proprio per questo che ho fatto più fatica ad emulsionare il tutto. Ovviamente la pazienza non mi manca ed ho continuato a frullare sino a che non ho visto il composto tutto bello omogeneizzato. Tutto ciò l'ho fatto nel bagno caldo a fuoco spento!
Quando la mia crema iniziava a prender forma allora son passata al bagno freddo e lì, con mia grande sorpresa ho visto che la crema si addensava, sbiancandosi come al solito, ma non rimanendo fluida come mi aspettavo!!!!
In questa fase ho avuto qualche difficoltà perchè notavo che delle goccioline di acqua non volevano assolutamente amalgamarsi, ma non mi sono arresa ed ho continuato ad alternare il piccolo frullatore al cucchiaino sino a che le gocce di acqua non sono scomparse totalmente. Solo a questo punto ho aggiunto il conservante (Cosgard) che con delicatezza ho amalgamato all'intero composto.
Insomma il risultato è il seguente:



Una crema meravigliosa, dalla consistenza leggerissima ed oltretutto profumatissima nonostante non abbia aggiunto oli essenziali.....
Stasera ho provato immediatamente a spalmarla sulle gambe dopo la doccia e non vi dico il bellissimo effetto. Innanzi tutto come tutte le creme a base di cera d'api non fanno alcuna scia o bava!
Proverò a descrivervi l'effetto sulla pelle.....sembra quasi che ci si spalmi addosso una lozione bifasica...tanto è leggera che sembra quasi acqua leggermente oleata. Si ha immediatamente un senso di freschezza...non unge e si asciuga in pochissimi secondi tanto da permettere di infilarsi un bel jeans strettissimo senza difficoltà!
Bè che dire...sono veramente soddisfatta...finalmente ho una crema dopo sole che pur non contenendo olio di iperico, mi permette di lenire il calore del sole dopo una giornata al mare, in più senza il rischio che si corre con un olio fotosensibilizzante come l'iperico.
Fresca, leggera, profumata ed asciutta è l'ideale dopo una prolungata esposizione solare e permette di riesporsi anche accidentalmente al sole senza causare danni. La trovo particolarmente indicata per i bambini.

domenica 18 marzo 2012

L'ENFLEURAGE - Come nasce un profumo - Parte prima

Quando abbiamo parlato degli oli essenziali e di come vengono ricavati vi ho accennato ad un'antica tecnica artigianale tramite la quale si ricavano le essenze floreali molto delicate come gelsomino, tuberosa e rosa che  con la distillazione a vapore perderebbero la loro fragranza a causa del calore, quindi questi delicati fiori necessitano di un'estrazione a "freddo". Tale tecnica  si chiama ENFLEURAGE e consiste in un'estrazione a freddo tramite solvente, il quale in tempi remoti, era costituito da grassi animali come quello di maiale e sugna di bue con l'aggiunta di una piccola percentuale di Benzoino per rallentare l'irrancidimento. Il grasso veniva spalmato su due lastre di vetro bordati di legno, praticamente due telai! Sul grasso venivano poi adagiati i petali dei fiori colti possibilmente la mattina presto; si sovrapponevano le lastre una sull'altra e si lasciavano al buio per almeno 24 ore, poi si riaprivano e venivano rimossi tutti i fiorellini e sostituiti con altri freschi. Tale operazione si effettuava per circa 30 giorni o forse più sino a che il grasso non era completamente saturo di essenza profumata. Terminate queste laboriose operazioni, si passava a raschiare il grasso dal vetro; il risultato era una pomata profumata. A questo punto la pomata veniva "lavata" con alcool etilico fino ad ottenere un olio profumato che, debitamente filtrato, dava origine all' "ASSOLUTO" da cui si ricavava poi il PROFUMO.
Nella capitale della profumeria europea, a GRASSE in Francia venne inventata la tecnica dell'ENFLEURAGE a CALDO o MACERAZIONE! Si procedeva all'infusione dei fiori in una miscela di grassi ad una temperatura non superiore ai 60° C. Ogni due ore il grasso veniva mescolato e dopo 24 ore i fiorellini venivano sostituiti con quelli freschi...tutto ciò durava circa per un mese....sempre sino a che la pomata non si saturava di fragranza profumata. Anche in questo caso la pomata veniva trattata con alcool per essere lavata ed ottenere così l'essenza ASSOLUTA.
A chi di noi non è passato per la testa almeno per una volta l'idea di crearsi un profumo o di ricreare una fragranza che ci ricorda qualcuno o qualcosa????!!!! Bene anche in questo caso non potevo certo esimermi dalla sperimentazione artigianale e proprio in questi giorni con l'esplosione della bella stagione vi è per le campagne un manto di fiorellini colorati e profumati come le violette mammole la cui fragranza mi ricorda la pelle profumata dei bambini. Cosa ho fatto???? Eh eh eh.....innanzi tutto ho colto un pò di violette
violette mammole
le ho riposte in una scatolina di cartone e son tornata a casa per costruirmi i telai.
Ovviamente non volendo fare spese superflue ho adattato due cornici per foto che avevo in casa inutilizzate
cornice di vetro per foto
ho tolto la parte retrostante per ottenere il mio telaio in vetro
telaio da cornice
dopo di che son passata a rivestire il vetro con due tovagliolini di lino purissimo
tovagliolini di lino su vetro
a questo punto però mi è sorta spontanea una domanda: "che grasso utilizzo???? Non certo quello di origine animale come lo strutto!!!!" ed allora che ho fatto??!! Ho sciolto 100 g di burro di karitè purissimo e inodore con 30 g di olio di girasole e 10 gtt di olio essenziale di Benzoino.
burro di karitè montato
Ho montato il burro per renderlo spalmabile e ne ho ottenuto una crema abbastanza densa ma morbida per essere lavorata e spalmata con una classica spatola per dolci
spatola per dolci
ho iniziato a spalmare il burro montato sul tovagliolino di lino posto sul telaio
burro spalmato
quindi son passata ad adagiare i fiorellini su ogni lastra comprimendo leggermente affinchè affondassero nel burro
violette adagiate sul burro
fatto questo, ho sovrapposto le lastre chiudendole
telai sovrapposti
ed ho riposto il tutto in un armadio in attesa di cogliere altri fiorellini di violette da sostituire....ciò che farò domani.
Per il momento vi lascio ai preparativi promettendovi di aggiornarvi via via che procederò con questo meraviglioso esperimento.
Spero di non avervi annoiato, ma l'argomento richiede davvero tanta "energia"!
Buon lavoro
Lalla

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